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Nella scena iniziale del film “Incontri con uomini straordinari” di Peter Brook, vi è la rappresentazione di una gara , organizzata ogni venti anni,in cui alcuni musicisti mettono alla prova, attraverso la loro musica, la potenza del proprio cuore. Lo scenario è suggestivo, una valle dalle caratteristiche uniche. Solo un musicista capace di produrre un suono di una particolare qualità ne farà risuonare le rocce, che vibreranno così del suono stesso. Ha luogo la sfida e, fra tutti i partecipanti, un solo musicista riesce nell’impresa attraverso il canto armonico utilizzando cioè una particolare tecni- |
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ca per far vibrare alcune parti del corpo, in special modo le cavità del cranio.
Queste parti entrano in risonanza producendo ed
esaltando determinati armonici del suono
vocalizzato, evocati intenzionalmente dal
cantante. Negli scritti di Gurdjieff, tanto per restare in tema, si trovano molti accenni alla musica oggettiva. Si racconta di monaci orientali al cui canto, un gruppo eterogeneo di persone si ritrova a piangere di commozione (Frammenti di un insegnamento sconosciuto). Ancora, si parla di rabbini ebrei che con i loro canti sarebbero in grado di far crescere velocemente delle piante (Frammenti di un insegnamento sconosciuto). Si racconta di fenomeni fisici ben precisi, determinati da una sequenza di suoni (I racconti di Belzebù a suo nipote). Gurdjieff spiega che, sin dai tempi di Pitagora, la musica, come altre forme artistiche quali il teatro o la danza, era utilizzata da un gruppo di iniziati, gli "Aderenti al Legamonismo", per trasmettere la conoscenza tramite messaggi sonori che gli iniziati del futuro avrebbero potuto decifrare. Questa musica, sarebbe stata in grado di provocare degli effetti oggettivi su qualsiasi ascoltatore. Si dice che Pitagora avesse inventato una musica capace addirittura di curare le malattie.
Secondo Gurdjieff la musica, attraverso le sue
vibrazioni, produce sugli uomini delle
impressioni che agiscono in qualche modo sulle
vibrazioni energetiche dei corpi non soltanto
fisici. Gurdjieff lo dimostrò in diverse
occasioni. Una volta, fece cadere in trance una
ragazza che aveva appena incontrato, suonando un
particolare accordo al pianoforte. Anche la
musica che compose per accompagnare l'esecuzione
di particolari danze sacre da lui create,
chiamate Movimenti, doveva essere strutturata in
modo tale da generare sull'ascoltatore gli
effetti voluti. Rocco F. |
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