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L'enneagramma
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notizie sulla vita
di Gurdjieff
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L’aspetto
che maggiormente viene oggi divulgato è, come dicevamo,
quello legato allo spunto che l’enneagramma offre di
analisi dei molteplici aspetti della personalità.
Abbiamo in altri articoli sottolineato come sia
evidente, nella psicologia umana, l’inganno dell “Io
stabile e definitivo” che è invece il composto di
parti spesso avverse le une alle altre, spesso in
conflitto fra loro.
Ebbene l’enneagramma veniva utilizzato da
Gurdjieff proprio con questa finalità pratica:
l’analisi e lo studio dei diversi aspetti meccanici
della personalità umana, individuando, così, la forma
di lavoro più adatta per ciascun allievo. Ma anche di
questo approccio non abbiamo alcun tipo di eredità
scritta da parte dello stesso Gurdjieff; possiamo,
invece, entrare in contatto con ciò che egli ha
lasciato in successione ai suoi allievi, attraverso la
trasmissione orale e diretta.
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Si
parte dal presupposto che l’individuo ha una
specifica personalità che è il frutto di una
serie di influenze sociali subite e di proprie
elaborazioni. Tale personalità è, però, in
netto contrasto con quella parte che è definita
“essenziale”. Tale “Essenza” altro non è
che l’obiettivo della psicologia sacra in
genere, che si prefigge di ricondurla in uno stato
di equilibrio e fioritura. L’enneagramma indica
nove aspetti della personalità che, liberandosi
dalle proprie identificazioni, cerca di ritrovare
la propria originalità perduta.
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L’eccessiva fissazione di un
individuo su un punto indica le zone di intervento
dove sarà necessario frapporsi per riequilibrare
le proprie durezze ed intemperanze. In tal modo ci
si auto-condurrà verso un’ esperienza liberatoria
dalle fissità: causa primaria delle sofferenze
interiori.
Tale
utilizzo dell’enneagramma, che è facilmente
accessibile anche a coloro che non hanno il desiderio di
ulteriori approfondimenti sugli altri aspetti ed
utilizzi, si contrappone all’approccio di coloro che,
invece, hanno una conoscenza più ampia delle sue vastità
speculative.
L’enneagramma,
infatti, si rifà anche all’Otz Chiim (Albero della
vita) che è il glifo-sunto di tutta la spiritualità
occidentale.
Consci
di tale vastità e del suo grandioso valore, molti
mistici e alchimisti arabi hanno “esportato” il
simbolo dell’enneagramma affidandolo alle mani di
alcuni cabalisti. Abbiamo infatti tracce del simbolo
dell’enneagramma anche in alcuni documenti alchemici
del XVIII sec. Se analizziamo
il simbolo notiamo che esso è costituito da 6
punti continui fra di loro e 3 appartenenti ad un
triangolo che non ha alcun collegamento con gli altri
elementi. Se disponiamo i simboli dei 7 pianeti intorno
a questi 6 punti primari e 1 (il Sole)
al centro, esattamente come facevano gli
alchimisti arabi, faremo delle scoperte interessanti.
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Notate
come nell’immagine qui riportata la distribuzione dei
pianeti sull’enneagramma giunta fino a noi sia
perfettamente combaciabile (anche se vista “allo
specchio”) con quella di questa immagine tratta dal
testo alchemico “La Sapesse des Anciens” (Europa -1730
circa). |
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La
stessa storia dell’alchimia nasce nel VII secolo
dell’era cristiana con le invasioni arabe e furono
proprio le popolazioni arabe a dare un fortissimo
impulso alla ricerca che si sviluppò in tal senso in
Europa alcuni secoli dopo. Grazie all’opera di
Costantino l’Africano (1020-1087) nel XI sec. un gran
numero di studiosi occidentali si rese conto dei grandi
tesori culturali disponibili in lingua araba e fra il
XII ed il XIII sec. apparve in tutta Europa una vasta
quantità di manoscritti di alchimia in latino,
traduzioni integrali del testo arabo. Verso la fine del
XIII sec. la maggior parte delle traduzioni venne
portata a termine e gli studiosi europei potevano
proseguire il loro lavoro in modo indipendente. Gli
scrittori del XIV e XV sec., però, si rivelarono meno
originali di quanto ci si poteva aspettare in confronto
ai grandi progressi realizzati durante il XII e XIII
sec. e questo perché la nuova indipendenza non portò
subito ad un rapido sviluppo degli studi alchemici ma
sembrava che gli studiosi dovessero ponderare a lungo
sul materiale arabo che era giunto nelle loro mani.
L’enneagramma,
quindi, si poneva anche come strumento simbolico per
quegli alchimisti che ne avevano la chiave di lettura.
Purtroppo,
però, tale chiave è sepolta nelle menti e nei cuori di
coloro che hanno potuto conoscerla in quanto “… tale
scienza dell’Enneagramma è stata tenuta segreta molto
a lungo e se ora è, in un certo modo, resa accessibile
a tutti, lo è solo in forma incompleta e teorica,
inutilizzabile in pratica da chiunque non sia stato
istruito in questa scienza da un uomo che la
possiede”. (P.D. Ouspensky – Frammenti di un
Insegnamento Sconosciuto).
Giovanni Quinti
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