Attenzione ci siamo traseriti su un altro sito molto piú moderno e funzionale

Entro 5 secondi verrete automaticamente trasferiti nel nuovo Portale.

Se ció non accade cliccate nel seguente link:

 

www.gurdjieff.es

 




Le parole usate per definire la Via sono mere approssimazioni.

Contattaci

Incontri di Studio

Articoli

Racconti

Novità

Conferenze

 

Fondamenti del Pensiero Gurdjieffiano

 
 



 

Questo sito è dedicato al Lavoro e a tutti i Cercatori

 

Le dispense
di studio

Leggi gli articoli

Biografia

notizie sulla vita
di Gurdjieff  

Pagina dei links

Scambio di Banner

Segnala il tuo sito

Si terranno:

Corsi sull'Enneagramma

 


 

Studio ed approfondimento dei Testi Sacri

 

Giuseppe e i suoi fratelli

 

 

Ogni protagonista biblico è, simbolicamente, il riflesso di un aspetto particolare dell’uomo “rigenerato”. Giuseppe, in particolar modo, ha una particolarissima connessione con quell’elemento che Gurdjieff avrebbe definito “Influenza C”. Essa è quella Forza straordinaria e particolare che induce l’uomo al risveglio. Tale Forza, direttamente connessa con i Centri Superiori, è la Stella Suprema che nella Scrittura rivela continuamente il suo operare. E’ Dio stesso, l’Assoluto, il Senso Nascosto. Giuseppe è un personaggio che ben descrive la sua azione, il suo vibrare continuo.

Infatti, mentre gli altri protagonisti biblici manifestavano sempre qualche difetto, qualche incrinatura nella loro purezza, Giuseppe, invece, è un purissimo frammento della Luce Infinita. Beati coloro che ne studiano la vita, le gesta e i simboli che lo riguardano! Costoro fanno parte delle schiere di chi tenta di penetrare il senso vero dell’Insegnamento; sono gli “Amici di Dio” che lo cercano, che aspirano continuamente a Lui. Sono i “poveri di Dio”, i “perseguitati”, “i fuggitivi”. “Or Israele (Giacobbe) amava Giuseppe più di tutti gli altri suoi figlioli, perché era il figlio della sua vecchiaia; e gli fece una veste di vari colori.” (Gen. 37:3)

In moltissimi ordini iniziatici, o Scuole, l’allievo indossa una particolare veste, simbolo del Corpo Supremo che è costruito durante il Lavoro.
Nella nota parabola cristiana gli invitati alle Nozze del Re (Mt. 22:2-14) dovevano indossare un abito particolare (da nozze appunto) che gli permettesse di essere dignitosamente alla presenza dello Sposo. Gurdjieff spiega chiaramente il significato di tale abito: esso è il Corpo Divino. “Il primo è il corpo fisico, nella terminologia cristiana, il ‘corpo carnale’, il secondo, sempre nella terminologia cristiana è il corpo ‘naturale’, il terzo è il corpo ‘spirituale’, e il quarto, nella terminologia del Cristianesimo Esoterico, è ‘il Corpo Divino’.” (Frammenti pag. 49) In un grafico che troverete nella stessa pagina di Frammenti vedrete che Ouspensky chiarifica che il corpo carnale è la “Carrozzeria” della macchina umana, il veicolo, il corpo fisico. Il secondo corpo sono i “Cavalli” di tale macchina, cioè i sentimenti, i desideri, le emozioni. Il terzo è il “Conducente”, cioè i pensieri. Il quarto è il “Padrone” della macchina, l’Io, la Coscienza, la Volontà Suprema.

Nell’Assemblea di Dio, i suoi partecipanti, indossano (spesso simbolicamente, in altri casi realmente) una veste lunga a strati o a diversi colori proprio ad indicare che il Lavoro è stato svolto sui tali quattro corpi: sul corpo fisico, sulle emozioni, sul pensiero e sulla volontà. I sufi, ad esempio, indossano proprio una veste pezzata multicolore. Essa rappresenta la frammentazione dell’Io, che è, però, solo un vestimento che sarà poi abbandonato. Nella nostra confraternita la veste viene fatta costruire, ad un certo punto del percorso, secondo una pratica antichissima. Essa non può essere comprata, ma deve essere costruita dallo stesso allievo ed i soldi con i quali i

diversi strati devono essere acquistati vanno “guadagnati” in un determinato modo, che porti l’allievo a fare esperienze che rimarranno indelebili nella sua coscienza, portandolo a lottare tumultuosamente col suo ego.
La veste deve essere indossata esattamente come un saio e deve rappresentare la povertà davanti a Dio, l’assoluta mancanza di maschere o di orgoglio, l’ annichilimento dell’io illusorio.
Che tutti coloro che sono sulla Via possano, prima o poi, tessersi tale indumento per partecipare alla Vera Assemblea di Dio!
Giuseppe indossa un abito simile, a differenza dei suoi fratelli.
Egli è simbolicamente è la stessa Essenza eletta da Dio per la guida del suo Regno. Ognuno di noi è un Regno senza Re. Tutti i diversi ministri di tale Regno, a turno, si avvicendano alla sua guida, creando un caos interminabile. Quartieri e rioni di tale Città si levano gli uni contro gli altri, ogni cosa è malamente amministrata, ogni singola parte cerca di prevalere sull’altra. “Quando sentirete parlare di guerre e di sommosse, non siate spaventati; perché bisogna che queste cose avvengano…” (Lc. 21:9) Il millenario Evangelo del Regno di Dio che Gesù ha annunciato non è, come contrariamente affermano alcuni fondamentalisti cristiani, il ristabilirsi fisico di una terra fatta di montagne meravigliose e patinate. Ma è l’instaurazione del Regno di Dio in noi, dove ogni cosa è ordinata e regna la pace. E’ l’instaurazione di un Regno con un Re Supremo: l’Io che comanda

Giuseppe rappresenta una parte che esiste dentro di noi, una parte rinnegata dalle paure, i desideri, i pensieri, le emozioni, gli appetiti, la confusione.
L'articolo prosegue sulla dispensa.

Per leggere tutto l'articolo:

Richiedi le dispense


 Leggi gli altri articoli


 

©Tutti i diritti sono riservati. La copia di qualsiasi porzione di questo sito senza autorizzazione verrà perseguita a norma di legge.