|
Come
arrivare a imprimere con il mio Essere un’orma incancellabile? Come
evitare di accontentarmi di vivacchiare, dopo essere venuta al mondo
e di morire, lasciando dietro di me solo qualche fiore, poche
lacrime di chi mi ha amato, con la prospettiva di essere presto
dimenticata?…
Ho percepito la necessità di lavorare su di me per aspirare alla mia
trasformazione, per realizzare il mio Essere autentico.
Il lavoro su di sé può essere paragonato a quello del minatore che
scava nella roccia per estrarne minerali preziosi. Quanto lavoro per
scavare, eliminare strati e strati di materiale ordinario, fino
all’estrazione dei filoni d’oro che giacciono nel ventre della
terra… Per analogia possiamo comprendere le modalità e il senso del
lavoro su se stessi. Ogni aspetto di noi costituisce materia prima
per l’evoluzione personale. La parte negativa di me, quella
meccanica, che vorrebbe ostacolarmi, se non addirittura impedirmi di
crescere, di evolvermi, di realizzarmi è materia prima del lavoro su
di me.
|
Intraprendendo questo
lavoro, con la guida di chi si è già evoluto – senza una
direzione è impossibile conseguire un reale cambiamento – e con
l’aiuto di altri compagni di viaggio che hanno preso la stessa
decisione di lavorare, mettendo in atto sforzi sistematici per
conseguire un’altra esistenza |
 |
(infatti è quasi impossibile
lavorare da soli, perché gli altri ci fanno da ‘specchio’,
aiutandoci a mettere a fuoco i punti da modificare e forniscono
ulteriore materiale di lavoro su di noi), ho imboccato un binario
preciso.
Mi vengono alla mente i primi
tentativi messi in atto da poco, per imparare a praticare sci di
fondo in montagna. Ho dovuto imparare, per prima cosa, a tenermi in
equilibrio sugli sci, che scorrevano all’interno di un binario
tracciato nella neve; ho dovuto affrontare la paura che mi investiva
nell’imboccare le ripide discese; ho effettuato salite che
richiedevano abilità per non scivolare all’indietro; ho imparato a
rialzarmi dopo ogni caduta…
Tutto un esercizio che
richiedendo concentrazione e sforzo, mi ha dato la possibilità di
scoprire paesaggi di grande bellezza e di apprendere qualcosa di
nuovo.
Il binario imboccato per il lavoro su di me attiene proprio alla
capacità di porre in atto sforzi coscienti e costanti, accompagnati
dalla facoltà di soffrire volontariamente, per non sottrarmi
all’impegno richiesto, per non fermarmi di fronte alle difficoltà
create dalla parte di me pigra e restia ad ogni cambiamento e dal
manifestarsi dei miei molteplici io.
Ho sperimentato che ogni nuova consapevolezza che si raggiunge su se
stessi, è generata e accompagnata dal dolore delle mille morti
necessarie dei vari io che mi animavano, che altrimenti non
avrebbero lasciato spazio all’esile piantina della mia parte
essenziale, che si sta sviluppando.
Pensiamo all’esempio della
candela, dove lo stoppino arde a spese della cera che deve
consumarsi… Senza questo spendersi, la luce della consapevolezza e
della conoscenza che produce il cambiamento non risplenderebbe.
L'Articolo prosegue cercando di dare una
risposta a questa domanda:
"Dove trovare la chiave per acquisire
una conoscenza completa di se stessi,per conseguire il compimento della
propria esistenza?"
|